PUNTATA 1

ANDATA IN ONDA il 7 Luglio 2014 su LA7 alle 22:30


 

GRAZIANO CANTELMI

44 anni, romano, sposato con tre figli: due gemelle di 14 anni e un figlio di 11 che a volte porta con lui durante i viaggi.
Graziano ha un’azienda di proprietà l’Autotrasporti Cantelmi, con 50 mezzi a disposizione per il trasporto di rifiuti pericolosi, e nonostante la crisi economica degli ultimi anni, crescono costantemente perché Graziano nel lavoro come nella vita privata è un “inarrestabile”.
Autotrasportatore da tre generazioni ha rilevato l'azienda del padre. Graziano comincia le sue prime esperienze di guida da giovanissimo già a 14 anni sotto la supervisione di un suo amico maggiorenne, si esercitava nella cabina di un camion. Nonostante le responsabilità nel gestire una grande azienda, Graziano non ha mai smesso di portare il camion perché, come ricorda lui stesso, nella sua vita ne ha passate tante: viaggi a Capo Nord, trasporto di carrarmati, trasporto di materiale radioattivo, e ha già partecipato ad una trasmissione televisiva per Rai1, intervistato dopo l’incendio del tunnel del monte Bianco.

AGATA DE ROSA

34 anni di Bergamo, inizia a guidare i camion già a 19. Sposata con un altro camionista Agata è madre di due figli, e non ha mai smesso di guidare i tir nemmeno col pancione. L’amore per i camion lo ha ereditato dal padre a cui era molto legata e che è scomparso da alcuni anni. Ma quello che Agata adora di questa vita è la solitudine e il rapporto con il mezzo che lo vive come una seconda casa, al punto di confidarsi con il proprio camion durante le tratte più lunghe di autostrada. Con il marito porta avanti la ditta del padre, nel 2011 arriva ad avere 11 camion e un fatturato di € 1.600.000; successivamente quello che sottrae Agata alla vita e alla professione che ama non è l’arrivo del secondo figlio ma la crisi e la mancanza di lavoro: così, nel giro di poco la camionista è costretta a chiudere la propria ditta e a vendere i suoi camion. Tra questi, quello che guidava il padre e che lei aveva personalizzato con una dedica.
Ora Agata è dipendente, ogni tanto fa qualche trasporto dalle parti di Bergamo ma lavora principalmente dietro una scrivania, è arrabbiata con il mondo, con le leggi e la burocrazia e con tutte quelle ditte che sfruttano il lavoro a basso costo dell’Est a discapito della qualità e della professionalità dei camionisti italiani. Se potesse ripartirebbe subito a bordo di un suo camion perché Agata è un’”Inarrestabile”.